Trapianto. Sette cose da sapere


Sono sette gli elementi su cui gli esperti pongono l’accento quando si parla di trapianto di capelli. I numeri evidenziano una tendenza in crescita che si sta affermando nel nostro Paese, ma chi sceglie questa strada conosce davvero tutto sull’intervento a cui sta per sottoporsi?


I numeri del trapianto dei capelli in Italia

I dati più recenti, che sono stati diffusi dall’Associazione Italiana chirurgia plastica estetica, sono relativi al 2014, due anni fa. Si registra un incremento del numero di soggetti, in particolare uomini tra i 20 e i 60 anni, che considerano il trapianto la strada migliore per contrastare la calvizie. Il numero totale di questi interventi, nell’anno preso in considerazione, è pari a 4 mila. Il numero è sostenuto dalla necessità di rispondere a un disagio psicologico conseguente la caduta dei capelli. Una chioma folta e sana, infatti, è sinonimo di sicurezza, di accettazione di sé e dell’immagine che ci si propone di riflettere all’esterno. È per questa ragione che un numero crescente di uomini preferisce sottoporsi a interventi di chirurgia estetica piuttosto che scendere a patti con la propria calvizie.

Si sceglie la strada più tormentata.
In realtà, optando per il bisturi si tende a scegliere la strada “a più alto rischio di cattiva riuscita”, come evidenzia Luca Cravero, chirurgo plastico di Torino socio della Società italiana di Tricologia (Sitri), oltre che di Aicpe e Isaps.  È proprio lui a svelare i sette segreti del trapianto, evidenziandone rischi e benefici. Un approfondimento indispensabile per chi si appresta a scegliere questa strada.

Sette punti indispensabili
La prima cosa da tenere ben presente è la necessità di rivolgersi a professionisti e non al primo che capita, lasciandosi magari sedurre da offerte da capogiro. "I veri professionisti – spiega Cravero - sono chirurghi specializzati in chirurgia delle calvizie, approfondendo la materia. Gli imbonitori sono tutti quelli che promettono false aspettative”. Internet riveste un ruolo di primo ordine in questo senso perché è qui che spesso si finisce nella rete di questi truffatori. Seconda regola: il trapianto non è per tutti. “Esistono – aggiunge Cravero - terapie di supporto che in alcuni casi possono evitare l'intervento. Mi riferisco a diradamenti recuperabili con le terapie galeniche o il PRP (plasma ricco di piastrine)”. La chirurgia rappresenta, quindi, l’ultima strada da scegliere, per coprire le conseguenze della calvizie, quando tutte le altre si sono dimostrate fallimentari. 

Un nuovo innovativo percorso è rappresentato dal Protocollo Avanzato nato in casa Hairclinic, che grazie al ricorso alle cellule staminali interviene con la stimolazione per riportare in attività i bulbi piliferi, ripristinando il normale ciclo di vita dei capelli.
Non sottovalutare il trapianto, è un intervento chirurgico
Cravero pone l’accento anche su un aspetto che di solito si tende a sottovalutare: l’autotrapianto di capelli è un intervento chirurgico vero e proprio. Attenzione, quindi, a non giocare con la propria salute e ad affidarsi a strutture e medici professionali. “È necessaria la presenza di un anestesista e di almeno quattro infermiere professioniste e specializzate in chirurgia della calvizie che si occupano della separazione e conservazione delle unità follicolari". Inoltre, è bene approfondire anche la conoscenza delle diverse tecniche esistenti: la STRIP o FUT e al FUE. Diverse sono le metodologie di intervento, diversi i costi, diversi i risultati.

Prezzi e sedute
Altri aspetti da considerare sono i costi (dai 3mila ai 6.500 per la STRIP, dai 4 mila ai 6 mila per la FUE), e il numero di sedute necessarie. Nella maggior parte dei casi una è sufficiente ma – sottolinea Cravero - “bisogna mettere in conto che, se la densità per centimetro quadrato della zona donatrice non dovesse garantire un così alto numero di unità follicolari, è necessario reintervenire”. Infine, è sempre importante tener presente che l’autotrapianto da solo non basta, non arresta la caduta dei capelli.




Sabina Petrazzuolo

Blogger di Uptowngirl.it - Segni particolari: Ecclettica. Classe 1988, storica dell'arte e esperta di comunicazione digitale, amante dei viaggi, della moda e della cultura.
Delle mie passioni ne ho fatto un lavoro e dopo anni di formazione ed esperienze professionali attualmente lavoro come freelance seguendo startup e aziende di settore. Nel "tempo libero" mi dedico alla scrittura, oltre a scrivere ed editare articoli su Uptowngirl Blog collaboro con testate giornalistiche e magazine. Mi trovate con un macbook in una mano e la valigia nell'altra, pronta a scoprire nuovi luoghi, tradizioni e culture, conoscere nuova gente e nuovi sapori.

Ho trasformato la mia vita in una storia che racconto ogni giorno su Uptowngirl.it

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