Vocabolario foodie. Le nuove parole di cui ignoravi l esistenza.

Nell'ultimo periodo non fate altro che preparare bibitoni detox, fotografare i vostri hamburger veg e andare alla ricerca disperata di locali in città che preparino un porridge per colazione? Ecco, siete entrati ufficialmente nel loop dei foodie-salutisti ma non preoccupatevi, è successo anche a me. Il segreto è diventarne semplicemente consapevoli e possibilmente comprare una sd da inserire nel cellulare per non intasarlo di fotografie, dettagli e panoramiche di tutto ciò che mangiamo.


Ma torniamo a noi.
Nelle ultime settimane mi sono imbattuta in diverse terminologie da foodie a me sconosciute fino a quel momento. Così, come quando dialoghi con un collega o un conoscente e ti nomina termini mai visti in alcun vocabolario consumato durante il liceo, e tu con savoir fare mentre fingi di ascoltare intanto googoleggi per cercare di capirne qualcosa, ho tentato anche io di comprendere di cosa si stesse parlando, ma senza l'imbarazzo qui sopra descritto, perché diciamolo ormai ne ho fatto l'abitudine.

E quindi, se da poco avete fatto vostri termini come brioche al carbone vegetale e smoothie, mi dispiace dirvi che siete rimasti parecchio indietro, perché il nuovo vocabolario foodie si è arricchito di nuove parole che non sapevate neanche esistessero, o meglio...io non ne avevo idea.

CLIMATARIAN.
Forse alcuni di voi pensavano che il regime alimentare fruttariano fosse il più strano mai sentito. Ma che sciocchezze, ora vi spiego cosa vuol dire Climatarian. Si tratta di un regime alimentare davvero cool che tiene conto dell'impronta ambientale dei cibi, ad esempio: quanta quantità di COè emessa per produrre quei determinati cibi, e quanta per trasportarne? Negli USA è diventato già uno stile di vita, mentre in Italia ha già sedotto alcuni chef.

KIKIZAKESHI.
Non è una parolaccia giuro. Volete mettere la soddisfazione di poter rispondere a chi vi chiede cosa vuol dire Kikizakeshi? Come avrete intuiti, si tratta di un termine giapponese che sta ad indicare il sommelier specializzato in sake. Perché davvero pensavate che non ci fosse bisogno di una figura specializzata per abbinare ai cibi la bevanda alcolica di riso più bevuta in Giappone? In Italia sono già cominciati i corsi.

MOCKTAIL.
Questo lo conoscete sicuro. No? Oppure l'avete ordinato magari una sera, durante un uscita tra amici in cui a guidare dovevate proprio essere voi. Mocktail, è l'abbreviazione di mock cocktail e si riferisce a tutti quei drink realizzati senza l'utilizzo di alcol, neanche una goccia. In Italia ultimamente sono diversi i locali che propongono i Mocktail party.




SLOWJUICER.
Questo lo so che lo conoscete, il web è pieno di fotografie e le vostre amiche vegetariane-salutiste lo hanno acquistato non appena in commercio pagandolo cifre esorbitanti. Ma adesso, è giunto il momento di inserirlo ufficialmente nel nostro vocabolario. Per chi ancora non avesse capito di cosa sto parlando, si tratta di un'estrattore di succo. Lo slow juicer, a differenza della economica e commerciale centrifuga, estrae il succo dal prodotto interessato, in maniera lenta, garantendo una resa migliore e mantenendo vitamine e sostanze nutritive della frutta o della verdura. Capito no?

SOURDOUGH HOTEL.
Ok, con questo, abbiamo realmente oltrepassato ogni limite dell'immaginazione, io stessa, nel comprendere di cosa si stesse parlando ho impiegato diversi minuti. Non riesco neanche a descrivervi l'espressione di mia madre quando gli ho raccontato questa novità nel campo culinario, lei, grembiule e matterello pensa che sia uno scherzo del web.
Ma partiamo dal principio, avete mai sentito parlare di pasta madre? Il lievito naturale che tanto ci piace e che ha tanto bisogno di essere nutrito e lavorato. E se una persona, dopo averci lavorato tanto deve assentarsi per diversi giorni e non può prendersene cura? Ecco che c'è il Sourdough Hotel, avete capito? Si tratta di una catena di hotel che fanno da "pasta sitting" e si, esistono per davvero!

WINE O'CLOCK.
Visto l'orario, direi che ci sta divinamente e data la semplicità dell'espressione so che avete già capito di cosa sto parlando e non vedete l'ora di chiudere l'articolo per metterlo in pratica. Il Wine o' clock è l'ora del vino, da questo momento in poi bere un calice di vino bianco o rosso diventa un obbligo, meglio ancora se accompagnato da salumi e formaggi dop.




Altro che patate viola e carote nere qui il vocabolario foodie si arricchisce di cibi, pratiche e termini nuovi e noi, dobbiamo restare sempre al passo. Non credete?
E voi? Quale altre parole aggiungereste al nostro FoodieVocabulary?













Sabina Petrazzuolo

Lifestyle Blogger - Segni particolari: Ecclettica. Classe 1988, storica dell'arte e esperta di comunicazione digitale, amante dei viaggi, della moda e della cultura.
Delle mie passioni ne ho fatto un lavoro e dopo anni di formazione ed esperienze professionali attualmente lavoro come freelance seguendo startup e aziende di settore. Nel "tempo libero" mi dedico alla scrittura, oltre a scrivere ed editare articoli su Uptowngirl Blog collaboro con testate giornalistiche e magazine. Mi trovate con un macbook in una mano e la valigia nell'altra, pronta a scoprire nuovi luoghi, tradizioni e culture, conoscere nuova gente e nuovi sapori.

Ho trasformato la mia vita in una storia che racconto ogni giorno su Uptowngirl.it

2 commenti:

  1. Il sourdough hotel non lo conoscevo ancora! Per il resto hai scritto un articolo veramente interessante, informarsi sui nuovi termini e sulle nuove mode è importante! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io sono rimasta letteralmente a bocca aperta quando l'ho scoperto!
      Sono contenta che l'articolo ti sia piaciuto :)!
      Un abbraccio e a presto,
      S.

      Elimina

Grazie per i vostri commenti!