Slow Foot: il Viaggio Lento

Ore 15: seduta sulla spiaggia di Cala San Vincente a guardare il mare.
Ore 18: il vento mi accarezza i capelli, l'acqua gelida mi sfiora le dita dei piedi e io con le mani accarezzo la sabbia, sono ancora a Cala San Vincente

Se dovessi raccontarvi con tre frasi cosa vuol dire Slow Foot per me, potrei chiudere l'articolo adesso rimandandovi all'apertura dello stesso.
Perché per me il viaggio lento è esattamente questo.
Una volta accantonata la mia estrema frettolosità e la voglia di divorare letteralmente un posto nuovo è arrivata lei, la voglia di vivere con intensità e lentezza ogni dettaglio, ogni momento e ogni panorama che passa sotto ai miei occhi e dentro il mio cuore.
La curiosità, quella resta.








Slow Travel: Viaggiare Lento


L'idea di vivere la vita con più calma e imparare a godere di ogni singolo momento è sempre più accesa in me. 
Rallentare, nel senso stretto del termine si può fare, certo nella quotidianità tra lavoro e impegni professionali diventa un po' complesso ma, come ho anticipato anche qui, mi impegno costantemente per ritagliare dei momenti miei, e solo miei, dove riesco a vivere come dico io, in maniera molto slow e a condividere gli stessi con le persone che amo.

Uno di questi momenti è il viaggio. 
Potete chiamarlo "viaggiare lento", o "slow travel" o "viaggiare slow", fondamentalmente il concetto è lo stesso, parliamo di un modo di viaggiare senza fretta che ti fa vivere intensamente e veramente il posto, la popolazione, la cultura e la sua storia, a volte a discapito della quantità ma sicuramente a favore dell'autenticità.
In che senso?
Io l'ho imparato solo dopo averlo vissuto e provo a spiegarvelo. Si tratta davvero di una forma mentis, la scelta di mettere da parte il desiderio irrefrenabile di vedere tutto per perdere tempo su determinate cose e portarsi a casa una pienezza di emozioni e sensazioni di benessere e consapevolezza.

Ipotizziamo di avere 5 giorni a disposizione per andare a visitare un luogo, non troppo lontano da casa per piacere e/o interessi personali. Spesso accade che, essendo i giorni davvero pochi, concentriamo una serie di attività e spostamenti da una parte all'altra della città per vedere quante più cose è possibile, perché 5 giorni sono davvero pochi.
Nella migliore delle ipotesi, usciremmo di casa alle 8 per tornare alle 23 più stanchi che mai.

Ora, proviamo ad immaginare un viaggio in stile Slow Foot. Svegliamoci con calma e godiamoci la colazione, meglio ancora se con vista mare. Passeggiamo per la città, entriamo nei negozi e chiacchieriamo con le persone del luogo, fermiamoci in un ristorante e ordiniamo qualcosa di davvero caratteristico, se è giorno di mercato ci fermiamo anche lì.
Un viaggio, anzi un'esperienza che consente di scoprire un luogo, la sua cultura, i suoi costumi e la sua gente. Io mi emoziono solo a pensarlo.

Bello vero?Sicuramente si, probabilmente però starete pensando che è meglio ottimizzare e organizzare le giornate per vedere più cose perché si sa, il tempo è tiranno.
Intanto lasciatemi dire che "il non avere tempo" è uno stato mentale che ci imprigiona nella vita personale e professionale, ma magari questo aspetto lo approfondiamo in un altro articolo.

Sicuramente un'impostazione di viaggio slow vi farà vedere "meno", ma vi farà vivere più intensamente quel posto, le persone che lo caratterizzano, i profumi, gli odori e i colori che lo contraddistinguono.



Slow Foot: cosa vuol dire e come lo interpreto


Slow Foot o piede lento richiama alla mente l'attività di passeggiata o del camminare lento. Niente di strano o nuovo, il movimento fa eco a filosofi e scrittori che nel corso degli anni hanno parlato di una consapevolezza di vita differente.

Nell'ultimo periodo ho letto diverse cose sullo Slow Foot e sull'interpretazione di questo movimento. Quello che sicuramente mi è piaciuto di più e che, con qualche sfumatura, ho fatto mio è quello che traduce queste due parole in senso lato. 
Quindi non camminare a piedi, piuttosto essere disposti a "perdere tempo", andare piano, vivere intensamente il posto, chiacchierare, guardarsi attorno e dimenticare l'orologio. Questo è lo Slow Foot che piace a me, un viaggiare lento che mi riempie di emozioni ogni volta.

E' per questo che ho deciso di utilizzare questo nome per la sezione sul mio blog dedicata ai viaggi lenti, la trovate qui: Slow Foot.





Viaggiare Lento: dove, come e perché




Quando non mi vede nessuno, corro. Ma poi rallento, e mi godo l'arte dello slow living. 

Il viaggio lento ha bisogno sopratutto di un viaggiatore e non di un vacanziero. Ha bisogno di una persona disposta a "perdere" o meglio spendere il suo tempo durante il suo viaggio, che abbia voglia di entrare in contatto con la popolazione locale, che abbia voglia di scoprire il luogo e le sue sfaccettature.

Non ci sono regole ben precise anche se probabilmente gli ambasciatori di questo movimento ti consiglieranno di utilizzare bus, biciclette e ovviamente muoverti a piedi, insomma mezzi lenti che ti facciano ammirare il panorama circostante, e di visitare luoghi dove forse questa filosofia si respira appieno come Guatemala, Messico, Cile e Africa ma a mio avviso  non ci sono verità universali né consigli da applicare.
Sostanzialmente si tratta di una forma mentale che può essere applicata a qualsiasi destinazione, anche alla più famose destinazioni di movida (vedi il mio viaggio a Ibiza). 


La verità è che lo Slow Foot prevede due momenti, due viaggi, uno interiore che si esaurisce con la promessa di cercare le cose migliori e godersele con calma e l'altro che si concretizza con la partenza per la meta scelta. 
E se abbiamo a disposizione solo 24 ore perché affannarci a viver 10 momenti e non godercene a pieno solo 3?


E poi diciamolo, chi va piano va sano e va lontano!

E a voi piace viaggiare lento?
Quali sono le vostre esperienze a riguardo?





Sabina Petrazzuolo

Italian Lifestyle Blogger - Nata sotto il legno del leone. Confusionaria e confusa, eclettica per dirlo elegantemente. Amante dei fiori e del colore rosso sogna una vita vista mare immersa nei colori dell'autunno e negli addobbi di Natale. Storica dell'arte, digital project manager e blogger, si occupa di formazione e consulenza per l'avvio di progetti digitali. Vive delle sue passioni e le racconta su Uptowngirl.it 

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