venerdì 28 giugno 2019

Canyoning: tutto quello che non vi ho detto

E' che poi uno fondamentalmente la vita se la complica da se, perché in effetti a me quella "Vita Tranquilla" così osannata da Francesco Tricarico mica mi dispiaceva.
E invece ho voluto mettermi in gioco ancora una volta, all'estremo dei limiti mentali e fisici che ho, perché poi è tutta una questione soggettiva, diciamolo.


Fatto sta che quando ho deciso di fare Canyoning non mi aspettavo di cedere alle mie paure.





Canyoning: quello che devi sapere prima di farlo


Ho googlato tanto la parola Canyoning: canyoning esperienze, canyoning recensioni, canyoning donne e una folta pagina di risultati mi ha portato a leggere tantissime esperienze di persone, donne e uomini entusiaste di questa avventura
Tante come me sono partite prevenute per poi diventare amanti e frequentatrici di questo sport.

Io non sbaglio mai o quasi. Mi lascio sempre trasportare dalle mie sensazioni in tutto: quando scelgo un viaggio ad esempio o un'esperienza da vivere. Questa volta però ero assai combattuta.
Ero su Tripyougo.com alla ricerca di qualcosa da fare nel tempo libero a Roma e nel Lazio, come vi ho raccontato qui, e di cose da fare ce n'erano davvero tante.
Poi ho trovato il Canyoning. 
Leggo che si tratta di un percorso basic, vedo delle foto di bambini felici e persone sorridenti, mi dico "perché non dovrei farcela"?
Forte anche di quanto letto su Google rispetto a questa esperienza ho deciso: farò canyoning!!!


Mai mi sarei aspettata un'esperienza così intensa.

ATTENZIONE, il racconto che segue è frutto di emozioni e sensazioni assolutamente soggettive.



Canyoning: tutto è iniziato così


Arrivata a Subiaco, vicino Roma nel Lazio, con me anche Andrea, in qualità di fotografo. Action cam alla mano e scarpe da ginnastica ai piedi, ci rechiamo presso il Centro Vivere l'Aniene. Subiaco nella sua bellezza fa da cornice, fa caldo ma non troppo.
Appuntamento ore 14:00, siamo i primi, insieme ad una famiglia americana.
L'attesa è lunga e snervante, per me che poi odio i ritardi, e aumenta l'ansia che si, si fa sentire. Resto a lungo in quella fase del "chi me l'ha fatto fare", "non ce la farò mai", "vado a prendere le sigarette e non torno più".

Mentre i pensieri mi ingarbugliano la mente, ecco che ci chiamano per il briefing. "Fidatevi del materiale", così esordisce Roberto, la guida professionista che ci ha accompagnato e supportato durante l'esperienza del Canyoning. 

Una parete in verticale ci aspetta per fare una veloce prova di discesa muniti di corde e imbracature. "Servirà per le emergenze", penso io ingenuamente.

Finito il briefing tutti al laghetto di San Benedetto, si parte da lì.




Canyoning: emozioni e sensazioni. La mia esperienza.


La fase di preparazione è stata piuttosto lunga e faticosa. Arrivati al laghetto le nostre mute da più di 5 mm ci attendevano.
Io, abituata solo ad indossare mute di snorkeling non mi aspettavo una fatica simile per metterla e per sopportarla almeno fino all'entrata in acqua.
Si perché quella muta tanto pesante e stretta in acqua, e intendo quella fredda del torrente, è stata una manna dal cielo perché ci ha protetti dal freddo e dai piccoli scontri con le rocce del fiume Aniene.

Entriamo in acqua dunque, i pochi gradi del torrente non si fanno sentire e la discesa del fiume inizia in maniera più che positiva. Qualche scivolone, uno scontro lieve con una roccia, un piccolo tuffetto in una pozza e qualche perdita di equilibrio ogni tanto, tutto sommato è piuttosto divertente per una che in un'altra vita doveva essere un pesciolino di acqua salata.



Canyoning Roma e Lazio la mia esperienza


Canyoning Roma e Lazio la mia esperienza


Ad un certo punto ci fermiamo. Roberto va avanti e inizia a fissare delle corde per una motivazione a me sconosciuta fino a quando mi dicono che iniziamo la discesa verticale.
C'è una cosa che non vi ho detto. 
Se c'è una legge universale del canyoning è che non si torna indietro. Una volta iniziato il percorso si deve completare.

Comprenderete bene il mio disagio in quel momento. Non potevo tornare indietro e non riuscivo ad andare avanti, ma dovevo farlo in un modo o nell'altro.
Mi sono ricordata del fatto che DOVEVO fidarmi del materiale a mia disposizione ma non solo, le guide erano lì per supportarci e aiutarci. Inoltre si trattava di un percorso base, adatto anche ai bambini, ce la dovevo fare.
Nonostante le parole di auto conforto, la paura e una tachicardia improvvisa tradivano le mie labili convinzioni.

Tocca a me. La prima discesa verticale, della mia vista. Ero in prossimità di una cascata. Tutto ciò che era stato detto al briefing su come sistemare la corda nel moschettone era completamente annebbiato dalla paura  e così mi sono lasciata guidare/imbracare e confortare dalla guida e ho iniziato la discesa.

"Trova i punti d'appoggio con i piedi sulla roccia", le ultime parole famose. Vuoi la paura, vuoi che io non sia così famosa per la mia agilità i punti di appoggio sono venuti subito a mancare, ma non è successo niente, ovviamente, altrimenti non sarei qui a raccontarlo.
Fidarsi dei materiali, quanto è vero. 

Ho continuato la discesa con la corda e ho raggiunto il resto del gruppo.

Mi aspettavo un po' di meritato di relax. Una nuotata nel torrente e qualche piccola discesa e invece no. Roberto a pochi metri davanti a noi si ferma nuovamente e inizia a fissare nuove corde. Questa volta la discesa si faceva con la corda per raggiungere l'altro capo del lago, lasciandosi dalle rocce.
Com'è stato? Sono sicura che questo filmato vale più di mille parole.


Canyoning Roma e Lazio la mia esperienza


La mia esperienza con il canyoning è stata intensa. Non posso dire brutta, non posso dire bella. é stata una di quelle esperienze dove sono le emozioni a guidarti. Devo ammetterlo, la paura forse ha smorzato l'entusiasmo e l'adrenalina tipiche di avventure di questo genere.
Mentre infatti vedevo i miei compagni emozionati, anche se non tutti, io restavo un po' impantanata e sconvolta dal tutto.

Terminato il percorso mi sono sentita sollevata. Ero liberata, arrabbiata, spaventata, stanca, un mix di emozioni che mi ha portato a fare una cosa sola appena ho raggiunto le mie cose e il mio telefono: chiamare mamma!


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Fare canyoning: si o no?


La mia risposta è...
La verità è che non ho una risposta precisa. Al termine dell'avventura ero così sconvolta che ho detto "mai più". Ripensandoci invece ammetto che un po' mi piacerebbe rivivere un'esperienza del genere sicuramente in tutt'altra maniera, con più serenità.
L'ansia e l'agitazione presenti già dalla partenza non hanno sicuramente agevolato il confronto con la natura.
C'è un altro fattore da tenere sicuramente in considerazione: quello della preparazione fisica. Va da sé che uno sportivo non avrà particolari difficoltà a completare il percorso, tuttavia sopratutto nei percorsi basic questa non è una componente fondamentale.
La preparazione mentale invece, quella si che deve esserci. Non c'è muscolo che tenga infatti difronte alla paura.

Io sicuramente ho messo a dura prova fisico e testa, ma alla fine ce l'ho fatta!!!

Quindi, se siete dei tipi avventurosi che non si spaventano a contatto ravvicinato con la natura, il canyoning è un'esperienza che vi consiglio senz'altro di fare.
E poi andiamo, se l'ho fatto io!

E voi avete mai fatto canyoning?
Se siete così coraggiosi e impavidi da provare, qui trovate il link diretto per la prenotazione: Canyoning ad Aniene



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