mercoledì 15 luglio 2020

Il mio primo libro

Quando avevo 7 anni, ho iniziato a scrivere. Ero dedita alla prosa e i miei genitori, e le maestre delle scuole elementari, mi sostenevano iscrivendomi a concorsi letterari per giovani, e futuri scrittori.

Quando avevo solo 15 anni, ho iniziato a scrivere le pagine del mio primo romanzo. Ho impiegato circa 3 anni per portarlo a termine.

A 19 anni ho deciso di rimettermi a scrivere, soprattutto dopo un evento che mi ha cambiato drasticamente la vita. Si trattava di un'autobiografia, ma la paura e il timore di mettere in circolo una così dolorosa e disperata esperienza, che mi ha coinvolto in prima persona, mi ha fatto abbonare il progetto.

A 26 anni, periodo durante il quale lavoravo nel mondo della moda, ho ricominciato a scrivere. L'idea era quella di raccontare un modo così bello e patinato da fuori, quanto controverso e vuoto da dentro, in chiave ironica s'intende, ma l'ispirazione si sa, non non è qualcosa che si può trovare sotto al cuscino o al mare. E così, ho deciso di abbandonare anche quel progetto.

A 29 anni mi sono fatta una promessa, in occasione del mio 30esimo compleanno avrei pubblicato il mio primo libro e no, questo non sarebbe stato un romanzo quanto più un progetto editoriale a mia immagina e somiglianza.
L'idea era geniale, nuova e originale. Ho trascorso giorni a scandagliare il web e il mondo dell'editoria per capire se ci fosse qualcosa di simile e no, non c'era. Così, nei più naturali dei modi, è nato 356giorni, tutti i giorni per essere felice.

ho pubblicato il mio primo libro


Un libro, che è anche un quaderno ma pure un'agenda, volendo. Un progetto che parla di me, delle mie emozioni e dei sentimenti, delle stagioni, della mia casa, della mia cucina e di quello che amo: un libro che mi rappresenta a 360 gradi.

E sapete una cosa? La scrittura è stata fluida, veloce, emozionante e entusiasmante e il titolo, quello è stato un intuizione della quale non mi sono mai pentita. Chi mi segue su Instagram avrà forse notato che da due anni questa parte, ogni giorni, tutti i giorni, condivido i miei momenti di vita con l'hashtag #365giorni. E no, questa non è una coincidenza.

Dicevamo, i giorni passavano e il mio libro prendeva forma, non poteva esserci nessuna occasione migliore, se non quella dell'arrivo della mia stagione del cuore per la pubblicazione di 365giorni, tutti i giorni per essere felice. Finita la stesura, ho consegnato tutto a un editor e mancava solo la parte grafica, ormai mancava poco.

Un pomeriggio però ricevo una mail inaspettata, o forse no. La verità è che aspettavo questo momento da una vita: una delle più prestigiose agenzie letterarie del nostro Paese mi aveva chiesto un incontro per parlare di un progetto editoriale. Spaventata, emozionata e eccitata ho ascoltato cosa avessero da dirmi: "ci piace come scrivi, facciamo un romanzo insieme? Abbiamo la trama e una casa editrice interessata".

Musica per le mie orecchie, ma timore per tutto il resto. Mi sono presa qualche giorno per accettare, perché se è vero che scrivo da sempre e altrettanto vero che la scrittura di un romanzo è completamente diverso da tutto ciò che avevo fatto fino a quel momento. Alla fine ho accettato la collaborazione e ho iniziato a scrivere, non con poca difficoltà. Poi, trovato il giusto compromesso tra la mia essenza, e quello che doveva essere un romanzo rosa, è successo l'inaspettato.

Sono stata male, costretta a letto per mesi.

Ho chiuso la mia relazione d'amore dopo 11 lunghi anni di fidanzamento.
Ho lasciato la mia casa, i miei amici, il mio ufficio (e anche qualche vestito).
Mi sono trasferita a Roma.

Non ho più scritto. Da quel momento in poi, per giorni, settimane e mesi non ho più scritto, non riuscivo a farlo. Qualsiasi pagina io aprissi, che si trattasse di libri o di articoli sul blog, restava vuota davanti ai miei occhi per ore. Finché poi, dopo uno dei periodi più complessi, intensi ma anche liberatori della mia vita, ho ricominciato a scrivere e a raccogliere tutto quello che avevo lasciato per strada.


E 365giorni, tutti i giorni per essere felice? Quello purtroppo era rimasto in standby, perché la priorità ce l'aveva il romanzo, il sogno di una vita che si avverava. Il che ci porta ad oggi. Dopo notti insonni, uscite mancate, torcicollo e tendinite al braccio destro consegno il mio romanzo, con tanto di proposta di titolo. Un po' tardi, penserete voi, e avete ragione, ma quella che era il mio agente letterario conosceva la mia situazione ed è stata comprensibile, o almeno era quello che credevo fino a quando, il suo telefono non squillava più e le sue risposte arrivavano ogni due solleciti.

Volete sapere l'epilogo della storia? Nonostante gli accordi e un contratto in essere ho ricevuto una sola misera e-mail che mi informava che, semplicemente, io non facevo più al caso loro. Vi risparmio la delusione, le sensazioni provate in quel momento, il vittimismo e il patetismo, perché queste cose, mi rendo sempre più conto che non mi appartengono.

Così, con tenacia, mi sono affidata al mio primo amore: 365giorni, tutti i giorni per essere felice era sempre stato lì, ed era con lui che dovevo in qualche modo iniziare la mia "carriera" da aspirante scrittrice. E mentre le giornate passavano e la primavera si preparava a lasciare il posto all'estate, ho aggiornato il libro e l'ho pubblicato, finalmente. Non è un romanzo, non è un'agenda, non è un quaderno, ma mi rappresenta come poche cose nella vita e sapete una cosa? Le cose sono andate esattamente come dovevano andare, con qualche anno di ritardo ma, sapete come si dice no? Meglio tardi che mai.

Ps. se volete acquistare il libro, lo trovate qui.



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