giovedì 16 gennaio 2020

And a happy new year

Niente articolo di fine anno, né buoni propositi da rispettare, del resto che io sia cambiata e anche assai non lo si può negare. La verità è che negli ultimi tempi sto combattendo contro il nemico più grande di sempre: il tempo.

Proprio io che ho sempre cercato di dominarlo come una maniaca del controllo qualunque che è sempre caduta nella convinzione di poter tenere tutto sotto controllo. E se c'è una cosa che quest'anno che è appena trascorso mi ha insegnato, è proprio quella che non posso controllare un bel niente.



buon anno 2020


E così, arrivata la consapevolezza di ciò, mi sono lasciata andare, perdutamente e completamente. Sono diventata tutto ciò che ho giudicato e criticato per anni, perché non potevo capire, non potevo sapere che al di fuori della mia bolla di vetro più splendente che mai si nascondeva un mondo fatto di desideri, passioni, menzogne e perdizioni.

E così ho smesso di credere alle favole, a quel castello incanto e luccicante che è crollato al primo soffio di vento. Perché io non lo sapevo che tutto piano piano si stava consumando dall'interno. O forse lo sapevo, ma quella dolce bugia che mi raccontavo era l'unico modo per restare la regina del mio mondo, perfetto e incompleto.

E poi mi sono persa. E mentre trovato, per l'ennesima volta la strada giusta, ho perso cose, persone, sentimenti. Ho smesso di credere, di sognare e di amare con l'errata convinzione che io, ormai, non ero più fatta per tutte quelle "schiocchezze" chiamate amore, affetti, amicizia.

E se da una parte mi pavoneggiavo con fierezza per la forza e la potenza che avevo, nello scegliere di non provare più nulla per niente e per nessuno, una piccola parte di quel mio cuore in frantumi mi ripeteva che forse, ero davvero io a non possedere la magia.

Quella che trasforma i rospi in principi o una tempesta in una giornata di sole. E così ho mascherato la mia voglia di sparire in un finto egocentrismo, promettendo a me stessa che mai nessuno avrebbe più visto la mia vera me.

Ho detto bugie, ho finto di stare bene, ho forzato sorrisi e chiuso gli occhi per non far scendere le lacrime. Ho fatto miei atteggiamenti che ho sempre detestato, sperando che quella menzogna, di raccontare a me stessa e agli altri che io non avessi più un cuore fosse reale. Perché davvero, era più semplice fingere piuttosto che ammettere di avere il cuore in frantumi.

Perché quando qualcosa si rompe, si può aggiustare. Ma un vetro che va in frantumi, non potrà mai più tornare ciò che era un tempo.

E in tutto questo disincanto, mi sono resa conto che non camminavo da sola e che quella strada così grande che stavo percorrendo piano piano si faceva più stretta. Ho capito che per tutte le persone che avevo perso, altre, meravigliosamente splendide stavano popolando la mia vita, solo che io, non me ne rendevo conto.

E questo mi ha fatto paura. Io che sono sempre stata un lupo solitario, nel momento in cui ho trovato un branco l'ho perso. Ho capito però che il vero dramma nella vita delle persone, non è lasciare andare chi non vuole più far parte della tua vita, ma lasciarsi andare a chi entra successivamente.

Ho capito che certe persone non potevano più restare nella mia vita perché mi bloccavano, mi lasciavano ferma nella mia bolla di vetro perfetta senza che io potessi più andare avanti. E quando quel vetro si è rotto, con le ginocchia sbucciate e il corpo un po' ammaccato mi sono detta che forse tutto quel dolore era un'occasione.

E quindi, chi sono io per dire che quell'anno così imperfetto che mi sono appena lasciata alle spalle sia stato terribile. È stato faticoso, complesso, intenso ma non lo ricorderò mai come il peggiore perché io davvero, non immaginavo che tutto sarebbe cambiato.

Come quella poesia di Jacques Brel che parla di barche che restano nel porto per paura che le correnti le trascinino via con troppa violenza, che hanno scelto di fare la ruggine in quel porto sicuro e non rischiare di allontanarsi mai.

Io sono stata così, finché non ho avuto più paura di lanciarmi, con il rischio di lacerarmi dappertutto, ma con l'orgoglio di tornare più forte e coraggiosa, straboccante di sole sempre.

Perché nonostante lo tzunami, la tempesta e la pioggia, non ho mai smesso di inseguire il sole.

E quindi, buon anno a me, buon anno a voi.











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