lunedì 20 maggio 2019

Keep Calm and Quando l amore finisce

Non ricordo neanche più, il numero infinito di volte in cui, aprendo questo file di testo l'ho lasciato vuoto, senza riuscire a digitare sulla tastiera tutto quello che avevo da dire.
Già, è strano che sia successo a me, che per la scrittura ci vivo. Che da quando sono piccola plasmo sentimenti ed emozioni per trasformarli in parole. In queste settimane no, non sono riuscita a trasformare in parole il turbinio di emozioni che mi ha avvolta, sconvolta, frantumata e rimessa in piedi.


Perché vedete, quando l'amore finisce ci si ritrova in un mondo che non si conosce più e io mi sentivo spezzata, in così tanti piccoli pezzi, in un posto senza forza di gravità che non mi dava la possibilità di riprenderli, di metterli insieme, di ricominciare.

E lo so che d'amore non si muore, ma la memoria non mi aiutava a ricordare tutto ciò.





E non è un caso che io abbia scritto nel titolo di questo articolo "l'amore" e non "un amore", perché  vedete quello a cui ho detto Addio per sempre quel giorno di Marzo non è stato un amore, ma è stato il mio più grande amore, che sempre e sarà.
Come faccio a saperlo?
Quando condividi gioie e dolori, amore e passione, emozioni e sentimenti per 11 lunghissimi anni, semplicemente lo sai che quello è l'amore della tua vita.

Anni in cui sono stata donna, amante, compagna, mamma e sorella, anni in cui ho respirato all'unisono con una persona che mi ha conosciuto come forse non l'ha fatto mai nessuno, e mai lo farà. Che ha amato i miei difetti, le mie fragilità, che ha curato il mio cuore, la mia testa e il mio corpo. Che mi ha tenuta per mano e mi ha sussurrato ti amo e poi lo ha gridato al mondo intero per sussurrarlo ancora una volta a me, soltanto a me.

Vedete, io sono sicura che quello a cui ho detto addio quel giorno di Marzo è stato l'amore della mia vita.
La lacerante consapevolezza però che lui non fosse l'uomo della mia vita è stata più prepotente di ogni rumore di quei pezzi del cuore che cadevano e si frantumavano.


Ho sempre creduto nell'anima gemella. Quello che non avevo capito è che se è vero che lui è stato l'amore della mia vita, è altrettanto vero che non era l'uomo della mia vita. Ora l'ho capito. Ora lo so.
E va bene così, ho accettato tutto con un'estrema e improvvisa lucidità che non credevo neanche potesse appartenermi. Voi credete nel destino? 
Io si. E' stato lui in qualche modo a farmi comprendere sin da quel giorno di Marzo che la mia strada era tracciata su un sentiero lontano da quello che credevo sarebbe stato il mio compagno per sempre.


Ho preso coscienza in quel momento esatto che non avrei più accarezzato i suoi capelli, visto i suoi occhi e sfiorato le sue mani. Mi sono chiesta chi, si sarebbe preso cura di me da quel momento in poi, chi mi avrebbe calmata durante le mie folli crisi esistenziali...chi mi avrebbe presa per mano e guidata in quello che sembrava un attimo di smarrimento infinito.


E mi sono persa. Non posso dire di essermi ritrovata, non ancora, ma in questo mio vagare sono cosciente di essere ormai lontana da lui e da quell'amore che ci ha legato così intensamente per così tanto tempo.
E non lo rinnego, non potrei mai farlo.


La scienza dice che abbiamo bisogno di 21 giorni per ricominciare, per creare delle nuove abitudini.
Non credete a chi vi dice che l'amore non è abitudine, è fatto anche di piccole, dolci e indispensabili abitudini.

Io ho rotto le regole, dopo pochi giorni vivevo già in un'altra città e formavo le mie abitudini allontanandomi da tutto quello che è stato e che doveva essere.

Ho fatto le valigie, due valigie troppo piccole per contenere tutto quello che avevo costruito, non con poca fatica, durante gli anni passati.
Due valigie che, più le guardavo, più mostravano quanto avessi vissuto nell'illusione di una vita perfetta, fatta di obiettivi e di regole che sono crollate al minimo soffio di vento, neanche fosse stato uno Tsunami.


E così mi sono trasferita a Roma, contro ogni previsione. Perché devo ammetterlo, nonostante Latina non mi sia mai davvero piaciuta, era diventata la mia casa. Per la prima volta in quella città avevo trovato il senso di appartenenza ad un luogo che sempre mi era mancato, tornare a casa non era mai stato così bello fino a quando, insieme io e lui, abbiamo costruito la nostra casa.
E la nostra era una bellissima casa, fatta di luce e amore, fiori freschi e dettagli che parlavano di me, di lui, di noi.

"Bella Roma, ma non ci vivrei"
ripetevo a tutti e a me stessa. E invece questa città così caotica e trafficata mi sembra un'isola vuota dove trascorro le mie giornate in solitudine cercando di trovare un equilibrio con me stessa.

Non sempre ci riesco, ad essere equilibrata intendo.

In tanti mi hanno chiesto cosa io stia cercando ora: non lo so. O forse si, la serenità, la quintessenza.
A volte provo a cercarla negli incontri con le amiche, altre volte negli sguardi di uomini che non possono sapere, che non devono sapere che io, l'amore l'ho già trovato. A volte provo a cercare la serenità nel lavoro, questo lavoro che tanto ho amato e che a fatica porto avanti giorno dopo giorno, e altre volte mi rifugio nei testi delle canzoni.

No, non l'ho ancora trovata la serenità.
Si, mi sono persa.


Quello che però ancora non sapete è che ho scoperto di essere la donna più potente che io conosca, mi è servita infatti tutta la mia forza per stare lontana da lui, per accettare le sue scelte e per non tornare indietro mai, né con gli occhi, né col cuore.
Ho trovato conforto nelle parole di donne splendide, alcune delle quali hanno vissuto la mia stessa esperienza, altre invece hanno provato soltanto ad immaginarla, stringendomi la mano senza emettere fiato.

E poi un giorno, tra occhi gonfi e capelli arruffati, è arrivata sotto i miei occhi una frase di Alessandro Baricco tratta dal libro Seta: "Poiché la disperazione era un eccesso che non gli apparteneva, si chinò su quanto era rimasto della sua vita, e riiniziò a prendersene cura, con l’incrollabile tenacia di un giardiniere al lavoro, il mattino dopo il temporale."


Ho fatto quella frase mia, tatuando sul braccio sinistro quella che era stata la promessa di questo 2019, inseguire il sole, e lo sto facendo davvero. Ci sto provando con tutte le mie forze.






E non ho rimpianti, non ho rabbia, non provo risentimento perché infondo auguro ad ognuno di voi di vivere un amore così grande, complesso e intenso. Che sia per un anno, dieci anni o una vita intera.

E mi sento pronta, ad essere felice intendo. A realizzare tutti i miei sogni e a vivere quella vita che avevo sempre desiderato, anche se dovrò farlo da sola.

Alcune notti, lo confesso, ho paura a restare sola con me stessa. Qualcuno mi ha detto che io sono la cosa migliore che posso avere dalla vita, voglio crederci.

I ricordi lo so, mi faranno male. Soprattutto ritrovare quei biglietti, sui quali lui scriveva "sempre e per sempre".
Ho capito che il "per sempre" esiste davvero, ma non nel modo in cui lo intendiamo noi.

Esiste come il finale del film più bello che abbiamo guardato, nella canzone che mi ha dedicato, in quegli abbracci sotto le coperte.
Ho capito che anche se saremo lontani anni luce le nostre vite saranno sempre influenzate da quello che eravamo, da quello che siamo stati.


Quando qualcosa si rompe, se i pezzi sono abbastanza grandi, si può aggiustare. Sfortunatamente a volte le cose non si rompono, si frantumano. Ma se lasci entrare il sole, il vetro frantumato scintilla, e in quei momenti, quando i frammenti di ciò che eravamo brilleranno, ricorderò solo quanto è stato bello, quanto sarà sempre bello. Quel vetro eravamo noi e siamo magici per sempre.


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  1. L’amore che hai vissuto era profondo sincero e totale, ma il bello dell’amore è che lo potrai riprovare di nuovo, forse diverso, perché no, migliore.
    Una donna come te bella, intelligente, vivace, avrà la fortuna di innamorarsi ancora e sarà bellissimo.
    Non cancellerai il passato, perché poi farlo?
    Vivrai un’altra vita, se sarai obiettiva e non ti accontenterai, sarà sicuramente più bella, perché questa non era più la tua.
    Evviva i nuovi inizi fatti con grinta e speranza che regalano sempre meravigliose sorprese, ci vorrà semplicemente il tempo che ci vorrà ... good luck

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    1. Ci vorrà tempo, ma sarò paziente per accogliere tutto quello che verrà.
      Grazie Claudia per le tue parole! Un abbraccio, S.

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